About this book
Questa è una storia di guerra, dichiara subito l’autore di queste pagine, che contengono il racconto di alcune vite: la sua e quella della sua famiglia. Non solo autobiografia; non solo memoir; non solo acuminato ritratto del Grande Paese che li ha accolti nel 1975, in fuga dal Vietnam. Loro, che non sono esuli, espatriati, migranti né immigrati, ma rifugiati. Del resto, è con l’arrivo in America, dove lo separano da papà mamma fratello anche se ha soltanto quattro anni, che comincia la memoria di Viet Thanh Nguyen, e allora sappiamo che leggeremo una storia di dolore, perché ciò che non smette di far male rimane per sempre fissato. Tuttavia è molto più anche di questo, dal momento che, come scrive l’autore del Simpatizzante con la sua affilata autoironia, lui ha abbastanza cicatrici da essere un bravo scrittore ma non tante da essere totalmente fottuto. Ed è il bravo scrittore a ripercorrere l’infanzia riunito alla famiglia e poi l’adolescenza a San José, California, facile come non è mai stata per i suoi, reduci di una guerra infinita, consumati dal lavoro. La biografia procede aprendo di continuo squarci lirici, storie più grandi, storie politiche, di diaspora, di colonizzazione, di razzismo, ma anche di ordinaria violenza, come quella della sparatoria che vede coinvolti i suoi genitori. Non mancano poi Hollywood e le sue pellicole iconiche, che suscitano nel giovane Viet l’angosciosa domanda esistenziale: posso essere americano e vietnamita? Colui che uccide e colui che viene ucciso? Diventato scrittore e accademico di successo, l’uomo con due facce tornerà in visita nella sua terra, dove toccherà tutto ciò che i suoi genitori hanno dovuto abbandonare, dimenticare per poi ricordare. E riconoscerà che è tempo di chiudere il cerchio, di prendersi cura di chi ci ha amato. Il nome cattolico di Ba è Joseph. Quello di mia madre, Maria. Come molti altri migranti e rifugiati prima di loro, diventano dei sacrifici umani, si gettano sul filo spinato perché io possa entrare in questo strano mondo nuovo camminando sulle loro schiene. Lavorano senza posa, quasi tutte le ore di veglia, quasi ogni giorno dell’anno eccetto Pasqua, Tê ́t e Natale. Ogni giorno la loro stazione di viacrucis. «L’autore ha una capacità prodigiosa di distillare i ricordi, o la loro assenza, in parole che non si dimenticano». The New York Times «Viet Thanh Nguyen, uno dei più importanti scrittori di oggi, ricostruisce nel suo memoir come si impara a essere uomo, dopo essere stato figlio e poi padre». The Los Angeles Times «Io sono l’uomo con due facce buca la nebbia dell’amnesia americana». Cathy Park Hong
About Viet Thanh Nguyen
Viet Thanh Nguyen (born March 13, 1971) is a Vietnamese-American novelist. He is the Aerol Arnold Chair of English and Professor of English and American Studies and Ethnicity at the University of Southern California. Nguyen's debut novel, *The Sympathizer*, won the 2016 Pulitzer Prize for Fiction among other accolades, including the Dayton Literary Peace Prize, the Center for Fiction First Novel Prize, the Carnegie Medal for Excellence in Fiction from the American Library Association, the Edgar Award for Best First Novel from an American Author from the Mystery Writers of America, and the Asian/Pacific American Award for Literature in Fiction from the Asian/Pacific American Librarians Association. He was awarded a MacArthur Foundation Fellowship and a Guggenheim Fellowship in 2017. He is also a Fellow of the American Academy of Arts and Sciences. Nguyen is also a regular contributor, op-ed columnist for *The New York Times*, covering immigration, refugees, politics, culture and South East Asia.
**Source**: [Viet Thanh Nguyen](https://en.wikipedia.org/wiki/Viet_Thanh_Nguyen) on Wikipedia.
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